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Habitat umano e la ricerca di una quarta dimensione dell’architettura

2025-12-21 15:55

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Habitat umano e la ricerca di una quarta dimensione dell’architettura

(dall’inclusione sociale all’intermediazione trans-individuale)

Si tratta di una semplice constatazione: quante occasioni ha perso l’architettura contemporanea di migliorare realmente la qualità di vita dei cittadini rispetto alla propria condizione di vita?
Come si domanda Massimo Pica Ciamarra:
“L’opera o il progetto proposti migliorano il contesto in cui si inseriscono nel suo insieme?”

— la vera “domanda da un milione di dollari”.

Non cerchiamo risposte assolute, ma una direzione possibile.

Verso una nuova etica del progetto.

Negli ultimi anni, ricerche e buone pratiche si sono mosse verso un’etica del progetto che integri:

  • Inclusione sociale

  • Sostenibilità ambientale

  • Benessere collettivo

    Ma che Fine ha fatto la partecipazione attiva? E da questa nuova convergenza che nasce l’idea dello Human habitat Design (HhD) — non un modello rigido, bensı̀ un ragionamento sistemico e applicabile alle diverse scale, che supera la visione tecnico-formale per abbracciare una “quarta dimensione”: quella umana e relazionale. “L’architettura deve essere partecipata, perché ogni spazio ha senso solo se è riconosciuto da chi lo vive.”
    — Giancarlo De Carlo (1969)
    Non più soltanto spazi accessibili, belli ed efFicienti, ma ambienti di vita complessi dove educazione, lavoro, cura, socialità e natura si intrecciano in reti di senso che abilitano le persone e rigenerano i territori.

    I principi fondanti per uno Human habitat Design.

    L’approccio di un Progetto dell’Ambiente di Vita si fonda su valori precursori della bioarchitettura, arricchiti da un anelito a:

  1. Centralità della persona, con tutte le sue diversità funzionali, cognitive e sociali

  2. Inclusione sistemica, non come correzione a posteriori

  3. Interconnessione funzionale tra spazi e funzioni vitali

  4. Rigenerazione ambientale come dovere etico, sociale ed ecologico

In ambito europeo, questo ragionamento si riallaccia al Codice Europeo per la Qualità degli Ambienti di Vita, elaborato da sempre dallo stesso Massimo Pica Ciamarra e pubblicato nel 2024 su La Collection du Carré Bleu n. 13, che sancisce:

  • Il diritto all’identità e all’appartenenza

  • Il diritto alla relazione e alla salute

  • L’obbligo che ogni opera pubblica migliori il contesto in cui si inserisce

    “Un luogo è vivo quando aiuta le persone a diventare più intere, più reali, più autenticamente se stesse.”

    — Christopher Alexander (1979).

    La “Rete di Sistema” e il processo vitale dell’abitare. 

    Al cuore del paradigma inclusivo c’è la Rete di Sistema: connessioni tra scuola, lavoro, famiglia, servizi, comunità

    e territorio che accompagnano la persona lungo tutto il ciclo di vita, restituendo alla progettazione la sua funzione abilitante, educativa e rigenerativa.
    “Dobbiamo progettare città per le persone, non per le macchine o gli investimenti immobiliari. Le città sono habitat umani, non sistemi tecnici.”

    — Jan Gehl (2010)

    Il percorso condiviso di Human habitat Design promosso dalla Fondazione habitat umano dal 2019, HhD si è sviluppato attraverso:

  • Meeting transettoriali annuali “Health and Comfort for Human Indoor Life” (IV edizione, Catania 2024)

  • Ricerche e sperimentazioni multidimensionali (es. lacasachecura.it)

  • Webinar EAPE European Association of Professors Emeriti (23 gennaio 2025), con la relazione di Francesco Ferrara, intitolata The role of human environments in human health and well-being: Towards a Principles of “Human Habitat Design” and the deNinition of the Interrelationships between Living Environments and Human Psychophysical Well-being, dalla quale:

    “L’ambiente costruito deve essere inteso non solo come contenitore neutro, ma come agente attivo di intermediazione tra bisogni individuali e risorse collettive. È questa capacità di mediazione progettuale che trasforma l’habitat in luogo generativo, non solo funzionale.”

    Sul piano istituzionale in questa direzione la Fondazione recentemente ha siglato due accordi strategici:

    • Protocollo d’intesa con l’INU (Istituto Nazionale di Urbanistica) per il Bando 2025 “Città accessibili a tutti”, volto a integrare l’inclusione sistemica nelle politiche urbanistiche e deFinire linee guida replicabili.

    • Sinergia con HandiCREA Trento per una piattaforma HHD dedicata a contesti fragili e periferici (piccole comunità montane), Finalizzata a:
      - Ripensare ambienti abitativi integrati e affettivamente abitabili
      - Costruire percorsi di vita autonoma e lavoro per persone con disabilità
      - Attivare reti locali e immateriali per tele-assistenza, afFiancamento di prossimità e supporto comunitario

    • Sperimentazione in aree marginalizzate e fragili (periferie, borghi, quartieri in transizione)

    • Creazione di hub locali per l’innovazione progettuale e sociale

    • DeFinizione di un framework valutativo con indicatori multidimensionali per misurare l’impatto ambientale, sociale ed esperienziale degli interventi

      Nell’epoca della crisi ecologica, delle disuguaglianze sociali e della solitudine urbana, lo Human habitat Design si propone come ponte culturale tra bio-architettura, eco-urbanistica per l’inclusione sociale e le politiche per la prevenzione e promozione della salute attraverso la cura domiciliare della persona fragile e della famiglia con disabilità . Un habitat è davvero umano solo quando riflette la complessità delle vite e dei bisogni individuali che lo abitano, contribuendo a renderle più libere, capaci e connesse attraverso un processo di rete e di afFiancamento esistenziale ed interpersonale, programmato e personalizzato.

      Fondazione habitat umano © condivide con i propri Partner:

    • Riconnessione con la terra, con il corpo e con l’altro

    • Responsabilità progettuale come atto politico e civile

    • Bellezza come forma sensibile dell’etica

      E allora torniamo alla domanda iniziale:

      L’opera che progettiamo migliora il contesto nel suo insieme?

      Se sı,̀ è human habitat, un ambiente vitale a trecentosessanta gradi ed aperto a Tutti.


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      FONTI E MATERIALE DI RIFERIMENTO

    • Alexander, C. (1979). The Timeless Way of Building. Oxford University Press.

    • Baratta, A., Conti, C., Tatano, V. (2023). Manifesto lessicale per l’Accessibilità Ambientale. Anteferma.

    • DeCarlo,G.(1969).L’architetturadellapartecipazione.Spazio&Società.

    • Ferrara, F. (2025, January 23). The role of human environments in human health and well-being: Towards a

      Principles of “Human Habitat Design” and the definition of the Interrelationships between Living Environments and Human Psychophysical Well-being. webinar EAPE.

    • Gehl, J. (2010). Cities for People. Island Press.

    • Pica Ciamarra, M. (2024). Un Codice europeo per la qualità degli ambienti di vita. La Collection du Carré

      Bleu, 13.

    • Tatano, V. (2025). La progettazione inclusiva nelle scuole di architettura. Il Giornale dell’Architettura.

    • WHO – World Health Organization. (2022). One Health Joint Plan of Action.


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